SleepRate, l’app contro l’insonnia

SleepRateDormire bene è ormai quasi un’utopia, per moltissime persone nel mondo occidentale. Presi dalla vita frenetica, dal lavoro – o dal lavoro che manca – dallo stress, dalla depressione, dormire diventa la cosa più difficile del mondo.

Solo negli Stati Uniti, infatti, una persona su tre sperimenta un esteso periodo di insonnia, che ovviamente incide sulla qualità della salute. La tecnologia, per fortuna, viene in nostro soccorso. In particolare, oggi vi parliamo di una startup israeliana che ha inventato SleepRate, una soluzione per aiutare a dormire e a sfruttare al massimo le ore disponibili per il sonno.

Ma come funziona questo dispositivo? La chiave del sistema è determinare le abitudini del sonno, per capire cosa cambiare o cosa correggere per tornare a dormire efficacamente. Utilizzando soltanto un cardiofrequenzimetro, uno smartphone ed un microfono, SleepRate è in grado di generare dei dati sulla base della variabilità della frequenza cardiaca – determinando così qual è la qualità del nostro sonno.

SleepRate viene venduto con un kit in dotazione; c’è un sensore della frequenza cardiaca, che può essere comodamente indossato sul petto e collegato allo smartphone via wireless. Indossando il sensore, SleepRate valuta la qualità del sonno, la durata, l’intensità e così via. Ad esempio, se viene identificata una condizione che merita ulteriori indagini, l’app in mattinata ci consiglierà di andare dal medico. SleepRate offre anche un piano di miglioramento personalizzato per le proprie esigenze.

L’app è creata uilizzando metodi sperimentati dalla Clinica del Sonno di Stanford: lo scopo è quello di guidare l’utente con una serie di modifiche per migliorare la routine quotidiana che dovrebbe accompagnarci al sonno. Ad esempio, potrebbe essere utile svegliarsi alla stessa ora la mattina, creare una zona dedicata al rilassamento prima di andare a dormire oppure scegliere un orario in cui andare sempre a dormire. La tecnologia, se usata con intelligenza, può quindi aiutarci anche in questo difficile campo dell’insonnia.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Please Do the Math