Maschere connesse per combattere l’insonnia

insonniaE’ interessante notare come molte start-up e giovani imprese stiano dedicando i loro sforzi e concentrando le loro risorse su servizi e prodotti per combattere lo stress. Accade in tutto il mondo e alcune aziende stanno realmente inventando o perfezionando sistemi di grande interesse, che potrebbero rappresentare la soluzione iper tecnologica allo stress e, di conseguenza, all’insonnia.

Va altresì notato che l’insonnia, purtroppo, costituisce un business di grande portata, in quanto nel mondo sono parecchie le persone che per un motivo o l’altro ne soffrono e il trend non accenna minimamente a calare, anzi. Ecco che molte start-up hanno scelto di concentrarsi su questo problema, forti di un bacino di potenziali clienti molto largo e della volontà di ricercare rimedi allo spinoso problema.

Tra le molte aziende impegnate spicca la startup Withings, che ha dato vita ad un sistema che collega dei sensori inseriti nel materasso ad una lampada dislocata sul comodino del letto. Il sistema si chiama Aura e, grazie ai dati che i sensori raccolgono nel materasso, portano la lampada a illuminarsi e a generare la musica per svegliare la persona in modo dolce e nel momento più adeguato.

L’azienda Withings ha dato vita anche a un sistema che basa la sua funzionalità sul monitoraggio del sonno. Si tratta di un braccialetto, Pulse, che collegato con un app del telefono indica le diverse fasi del sonno, dalla fase leggera a quella pesante e a quella REM, per inviare consigli su come gestirne la qualità.

Gli elementi che però stanno riscuotendo più successo sono indubbiamente le maschere che aiutano a dormire e che stanno cominciando a prendere piede su larga scala. Tutto ha avuto inizio nel 2013, con la la maschera inventata dalla start up polacca IntelClinic, che ora ha lanciato un nuovo e sofisticato prodotto, NeuroOn, una maschera che si propone di favorire il sonno polifasico piuttosto che quello monofasico, ovvero di favorire il dormire poco e con molta frequenza.

Sulla stessa scia si sta muovendo la start up Dreem, che sta lavorando su una maschera per il sonno che andrà posizionata sulla fronte e non sugli occhi, che si propone di generare degli stimoli sonori utili per indurre il sonno profondo, ovvero quella fase che rafforza la memoria e che permette che avvenga la rigenerazione cellulare.

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