L’insonnia fa più vittime del fumo

insonnia rischiL’insonnia è una patologia pericolosa, che è capace di creare, a lungo andare, problematiche anche peggiori di quelle causate dal fumo. Strano ma vero. Dormire meno di sette-otto ore a notte può risultare davvero pericoloso. Ecco a quali rischi andiamo incontro, se non diamo abbastanza attenzione al nostro dormire.

E’ stato scoperto infatti, grazie ad uno studio shock, che coloro che dormono meno di 7 ore a notte sono 4 volte più a rischio di infarto rispetto a coloro che dormono di più e che se la prendono più comoda. La ricerca è stata effettuata dalla World Health Organisation, e dal Professor Valery Gafarov, responsabile, che spiega:
“Dormire non è questione da poco e i problemi nel farlo sono associati a rischi crescenti di infarto e ictus. La mancanza di sonno dovrebbe essere considerata come un fattore di rischio per problemi cardiovascolari, uniti al fumo, alla mancanza di esercizio e a una dieta povera”.

Ma qual è la necessaria quantità di ore in cui bisogna dormire a notte? “Per la maggior parte delle persone, un buon sonno va dalle 7 alle 8 ore a notte, e coloro che non riescono a mantenere questa regolarità dovrebbero prenotare una visita dal medico”. Insomma, se amate fare tardi e svegliarvi comunque presto, cominciate a ricredervi: la vostra sveglia dovrebbe puntare almeno sette ore dopo il momento in cui andate a dormire.

Lo studio fa parte del programma “WHO’s MONICA”, che si propone la ricerca sulle malattie cardiovascolari. Lo studio ha coinvolto 657 uomini tra i 25 e i 64 anni, senza storie di infarti, ictus e diabete in famiglia a Novosibirsk, in Russia. Lo studio è andato avanti per decenni, e ha dimostrato chiaramente che coloro che nel tempo avevano avuto un infarto soffrivano di gravi problemi di insonnia.

La mortalità legata a problemi cardiovascolari costituisce il 50% della mortalità nella popolazione mondiale: quasi un’epidemia di malattie cardiovascolari. Se risolvere i problemi del sonno può aiutare a diminuire questo tasso di mortalità, ben vengano ricerche come questa!

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