Insonnia: quando è il momento di rivolgersi allo psicologo

rivolgersi allo psicologoTroppi pensieri, una sensazione di stanchezza così intensa da non riuscire neppure a dormire, tanti caffè, mal di schiena, il proprio partner che russa: possono essere moltissimi i motivi per cui non si riesce a chiudere occhio, ma quando l’insonnia diventa patologica? Prima di rivolgersi ad un esperto, e magari sperperare denaro per mesi, il punto di partenza è quello di fare un’analisi dei propri stili di vita, segnalando quelli che potrebbero avere un cattivo effetto sul sonno.

Il primo responsabile di una notte in bianco, va da sé, potrebbe essere il caffè. Ci sono persone su cui le sostanze contenute nella bevanda amara più amata dagli italiani, e non solo, non hanno alcun effetto ma sugli organismi più sensibili l’effetto eccitante è inevitabile. Se notate che durante il giorno prendete più di 3-4 caffè e che la notte non riuscite a dormire, dovrete sicuramente ridurre le vostre pause e soprattutto trovare bevande alternative dopo le cinque come l’orzo, il ginseng o, semplicemente, il decaffeinato. Sarebbe inoltre meglio evitare anche altri eccitanti dopo cena come la cioccolata e gli alcolici. A differenza di come si pensi, infatti, bere troppa birra o troppo vino può indurre un diffuso senso di sonnolenza ma soltanto nelle prime ore. Dopo la prima fase di sonno, l’affaticamento del fegato ci conferirà un senso di malessere che ci condurrà, inevitabilmente, a più risvegli durante l’arco della nottata.

Quindi se soffrite di insonnia non pensate che gli alcolici siano un alleato perché l’effetto complessivo è essenzialmente il contrario. Può sembrare un’assurdità ma c’è anche un altro alimento che è sconsigliatissimo, oltre ai carboidrati e ai cibi pronti (contenenti il cosiddetto glutammato monosodico) ed è la pancetta affumicata. Questo alimento produce infatti tiramina, sostanza che secerne norepinefrine, stimolanti cerebrali. Altri alimenti sono i crauti, prodotti affumicati, le melanzane, il vino, la salsiccia, il formaggio. Sono tutte sostante eccitanti che in dose elevati prima di andare a letto non favoriscono il riposo notturno. Quindi, il punto di partenza se non riuscite a dormire è proprio l’alimentazione, scegliete bene i vostri cibi e dedicatevi una lunga pausa camomilla i cui potere tranquillizzante è risaputo. Bandite anche pennichelle pomeridiane e pisolini sul divano: per dormire tutta la notte dovrete arrivare stanchi fisicamente, e non mentalmente (altrimenti non riuscirete a chiudere occhio).

E se tutti questi rimedi non funzionano, ci sono una serie di sistemi naturali, oppure, in extremis, la melatonina. Questa sostanza, in effetti uno ormone prodotto dal nostro organismo, si vende in gocce o compresse e ha innumerevoli effetti benefici tanto che viene applicato in diversi settori anche nella medicina tradizionale. Secondo i più recenti studi, una pillola presa in serata e non prima di dormire, aiuta a combattere le cefalee e concilia l’addormentamento ma solo di meno di un quarto d’ora. Insomma, se senza melatonina il tempo medio per chiudere gli occhi dopo essersi coricati è di un’ora, con la pilloletta ci vorranno almeno 45 minuti. Se moltissime persone hanno risolto il loro problema proprio grazie alla melatonina, non mancano alcuni effetti collaterali che è bene sottolineare come irritazione e disturbi di stomaco oppure senso di spossatezza anche nelle ore diurne.

Naturalmente non riguarda tutti ma in alcuni soggetti gli effetti negativi sono superiori ai benefici. Se tutte queste tecniche non funzionano è molto probabile che il problema sia di carattere psicologico e allora non resta altro da fare che rivolgersi ad uno psicologo. Ansia, depressione lieve, un grave lutto o un trauma: sono tutte possibili cause di insonnia temporanea che, molto spesso, si protrae più del previsto. In questi casi lo psicologo online, che non essendo un medico non può prescrivere farmaci, può essere molto utile e nel giro di qualche mese potrebbe riuscire a risolvere il vostro problema. Se poi però il disturbo si protrae, diventa cronico, o sembra la conseguenza di una malattia più grave, allora bisognerà ricorrere ad uno psichiatra o ad un neurologo. Due figure che possono spaventare ma che in effetti sono le più competenti in materia. Entrambe, infatti, oltre ad avere una formazione in psicoterapia ha anche conoscenze mediche che possono essere fondamentali per individuare la giusta diagnosi e, di conseguenza, la cura adatta.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Please Do the Math