Il raffreddore arriva perché manca il sonno

raffreddore insonniaSe una persona non riposa bene di notte può contrarre con più facilità un raffreddore rispetto alle persone che invece dormono con serenità e calma il giusto ammontare di ore per notte. Questo fattore è legato alla congestione delle vie respiratorie, che una volta infiammate portano alla conseguente comparsa di problemi come il mal di gola e il dolore alle orecchie, tutti sintomi tipici del raffreddore.

L’Università di San Francisco, di recente, si è occupata di attuare una ricerca su un campione di 164 persone, per analizzare la correlazione che esiste fra lo scarso riposo e il contagio del raffreddore, giungendo alla conclusione che fra le due patologie esiste un legame molto stretto. I ricercatori hanno infatti sottoposto i soggetti a delle sedute di sonno controllato per una settimana e, monitorando alla precisione il sonno dei partecipanti, i ricercatori hanno avuto la possibilità di stimare che i soggetti che dormono poco e male hanno il 4,2% di possibilità in più di ammalarsi di raffreddore rispetto alle persone che riposano in modo completo e benefico durante la notte. Non si tratta di una grossa percentuale, ma in ogni caso in autunno e in inverno è bene cercare di riposare il più possibile.

Non si tratta, a detta degli esperti, di un rapporto casuale, in quanto mentre riposiamo si incrementa la produzione dei linfociti T che fanno parte del sistema immunitario e con essi anche il livello di zinco sale, dando vita ad una situazione di controllo e di contrasto del raffreddore molto più efficace. Chi riposa male vede infatti abbassassi nell’organismo sia i livelli di zinco che quelli relativi ai linfociti T, caratteristiche che aumentano le possibilità di contagio in quanto le difese immunitarie diventano più basse e quindi maggiormente attaccabili dai microbi e dai batteri.

I risultati mostrano, insomma, che «il sonno è più importante di ogni altro fattore considerato nel predire la probabilità di ammalarsi», afferma Aric Prather, docente di psichiatria dell’ateneo californiano e responsabile dello studio.

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