Il corso contro l’insonnia

insonnia geneticaL’insonnia, lo sappiamo, è il disturbo del sonno più frequente, che interessa più di un terzo della popolazione mondiale. Sappiamo ormai anche, grazie a diversi studi e ricerche, che un sonno disturbato o di scarsa qualità ha effetti negativi sull’umore e sull’ansia, vedi maggiore probabilità di sviluppare disturbi depressivi o d’ansia o disturbi psichici, ma anche sulla salute.

Chi dorme poco e male, infatti, aumenta il rischio di sviluppare ipertensione, altre patologie cardiovascolari, patologie neurodegenerative e metaboliche come diabete e obesità. Per non parlare della qualità delle performance lavorative e scolastiche, che ovviamente ne risente.

Come terapia, viene consigliata a livello internazionale la terapia cognitivo-comportamentale, essendo molto efficace, ma purtroppo poco diffusa in Italia. Per questo la professoressa Liliana Dell’Osso e il professor Mauro Mauri, direttori delle Unità operative di Psichiatria I e II dell’Aoup, hanno organizzato un corso. Un corso contro l’insonnia, in cui si vogliono dare le basi per l’applicazione dell’approccio nella pratica clinica del paziente insonne, e del paziente con disturbi di natura psichiatrica o medica.

Il corso, tenutosi il 13 e 14 ottobre nell’Aula magna della Scuola Medica, ha visto l’intervento del professor Philip Gehrman, assistant professor, Department of Psychiatry, University of Pennsylvania. Sono stati presenti anche la dottoressa Enrica Bonanni, responsabile del Centro per i disturbi del sonno, la dottoressa Vincenza Castronovo, psicologa esperta in terapia cognitiva comportamentale dell’insonnia, Lorenzo Cionini, professore associato alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Firenze, Cesip Firenze e il professor Gabriele Melli, Ipsico Firenze.

La terapia cognitivo-comportamentale inizia con una valutazione del tipo di insonnia: il paziente può soffrire di insonnia secondaria, come sintomo di un altro problema fisico o psicologico, o come conseguenza di farmaci. In questo caso la terapia sarà rivolta al problema che causa l’insonnia.

A volte il paziente necessita di un intervento che mira a modificare solamente alcune abitudini di vita o alcuni fattori ambientali, altre volte serve un intervento più articolato. In questo caso la terapia cognitivo-comportamentale lavora anche sui pensieri ansiosi e sulle ruminazioni mentali.

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