Danni dell’insonnia: una nuova ricerca rivela la loro vera portata

InsomniaNonostante sia chiaro a tutti che l’insonnia rappresenta uno dei maggiori ostacoli al raggiungimento di una forma psico-fisica ottimale, per chi ne soffre occasionalmente così come in forma cronica, i meccanismi che regolano successivamente, durante la giornata, il nostro livello di ansia e i nostri comportamenti non erano finora stati chiariti completamente.

Per questo motivo è intervenuta l’Università di Tel Aviv, che, grazie ad un nuovo studio sui meccanismi neurologici che giustificano l’accumulo di stress e difficoltà ad affrontare in maniera positiva la giornata, ha messo in luce le dinamiche dell’insonnia che possono portare a un pessimo umore.

Lo studio dell’accademia si è rivelato in grado di scoprire che una mente resa stanca e instabile dalla troppa insonnia è meno capace di essere neutrale nei confronti delle scelte e delle priorità, in modo da poter scegliere con razionalità quali decisioni vengono prima e quali dopo: per il cervello insonne, tutto assumerebbe la stessa importanza, causando un’intensificazione notevole dei livelli di stress.

Per dimostrare il diverso impatto dell’emotività e delle capacità di giudizio degli insonni, lo studio ha visto inoltre la partecipazione di diversi volontari, a cui sono state mostrate immagini in grado di richiamare diverse sensazioni. Monitorati da un elettroencefalogramma, i pazienti insonni si sono dimostrati completamente distratti da qualsiasi immagine venisse mostrata, comprese quelle il cui contenuto era neutro, come una casa o un cucchiaio. Chi invece aveva affrontato un sonno riposante, era in grado di selezionare esclusivamente quelle in grado di richiamare emozioni più marcate.

L’insonnia, quindi, porterebbe ad alterazioni dell’emotività e della nostra capacità di distinguere le nostre priorità, aggiungendo ulteriore stress ad una situazione già di per sé complicata. Essendo la regolazione emotiva controllata a livello cerebrale dalla nostra amigdala, ci si può ovviamente aspettare che i futuri trattamenti per bloccare definitivamente l’insonnia nei pazienti interverranno sui neuroni che ne fanno parte, permettendoci infine di poter riposare bene e a lungo, per ogni futura notte di sonno.

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