Curare l’insonnia in un’ora, ecco come fare

insonnia-e-respirazioneDavvero si può combattere l’insonnia in un’ora soltanto? A dirlo è uno studio sull’insonnia acuta della Northumbria University, secondo il quale tutto dipende dal rapporto mentale che viene instaurato con la camera da letto. Vediamo di capire meglio di cosa si tratta.

Pare infatti che la Northumbria University abbia trovato una soluzione al fastidioso problema dell’insonnia. Lo studio, pubblicato dalla rivista Sleep, spiega nel dettaglio una nuova terapia messa a punto dai ricercatori dell’università inglese.

In breve, è necessario un incontro di un’ora con un esperto. Sembra semplice, ma è importante che durante il colloquio si analizzino le nostre abitudini e in particolar modo la cosiddetta “risposta emotiva alla camera da letto”. «L’insonnia è una risposta biologica a un disagio – racconta il professor Jason Ellis, direttore del centro per la ricerca sul sonno della Northumbria University -, che può derivare da un problema di salute, dal modo in cui viviamo la nostra giornata, da una preoccupazione finanziaria o qualsiasi altro tipo di stress. Se si protrae per più di due settimane, diventa un vero e proprio problema».

Lo studio ha analizzato soprattutto chi soffre di insonnia acuta, cioè chi fatica a dormire per un periodo continuativo che va dalle 2 settimane ai 3 mesi – dopo, si parla di insonnia cronica.«La terapia è del tutto standard e suggerisce sostanzialmente di andare a letto solo ed esclusivamente quando si ha davvero sonno, e non quando si pensa sia ora. Non si deve instaurare alcun legame mentale negativo tra la camera da letto e la rabbia, l’ansia o la frustrazione di chi non riesce a dormire. Mi spiego meglio: succede spesso ai miei pazienti di iniziare ad addormentarsi sul divano, ma poi, una volta stesi sul letto, il sonno sembra svanire all’improvviso. Questo perché, probabilmente, è stata instaurata con il letto una relazione sbagliata, che genera ansia e aspettative».

Insomma, se non riusciamo a dormire, dobbiamo immediatamente alzarci e cambiare stanza. E ritornare a letto solo quando ci sentiamo di nuovo sul punto di prendere sonno. Una soluzione semplice, ma che funziona. Il piccolo gruppo su cui questa terapia è stata sperimentata ha infatti avuto dei benefici: il 73% dei pazienti ha dichiarato di aver avuto un miglioramento della propria condizione nei successivi tre mesi all’incontro con l’esperto.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Please Do the Math