Connessi ai social di notte rischiamo insonnia e depressione

socialnetwork_scuolaI social network possono aiutarci in tanti casi, ma spesso diventano una vera e propria droga, soprattutto per i più giovani, e inducono insonnia e depressione. Alzi la mano chi, almeno una volta negli ultimi giorni, non ha trascorso le prime ore del mattino o della notte a controllare compulsivamente un social – che sia Facebook, Twitter o Instagram.

L’utilizzo smodato nelle ore notturne di smartphone, tablet e computer, secondo una ricerca, può provocare infatti negli adolescenti una grave insonnia con conseguenti stati depressivi e ansia. La ricerca si è occupata di analizzare il comportamento notturno e mattutino di 467 ragazzi fra gli 11 e i 17 anni, ed è stata realizzata dall’Università di Glasgow, in Scozia.

“Chi effettua il login a notte fonda pare essere particolarmente interessato dal problema”, ha affermato l’autrice principale della ricerca, Heather Cleland Woods. L’indagine si è basata anche sulla valutazione dei livelli di autostima dei ragazzi, molto bassi in chi trascorre anche i momenti a letto in compagnia di tablet e smartphone per essere sempre connesso sui social. Ansia e depressione sono legati alla carenza di riposo e all’insonnia. Già anni fa, nel 2011, uno studio dell’American Psychological Association aveva messo in relazione l’utilizzo smodato di social network con comportamenti tipici della schizofrenia e della depressione acuta.

“Le prove stanno sempre più supportando l’esistenza di un legame tra l’uso dei social network e il benessere, soprattutto durante l’adolescenza. Dobbiamo riflettere sul modo in cui i nostri ragazzi utilizzano i social network”, continua la ricercatrice. Controllare i ragazzi, però, soprattutto quando ormai sono già a letto e si presume che stiano dormendo, è molto difficile. Come riuscire, allora, a staccare i ragazzi – ma non solo loro – dalla schiavitù dei social?

Saro Trovato, fondatore di Found!, la prima mood communication agency in Italia, spiega: “Il rischio di questa dipendenza da social network è davvero grande. Questo passaggio da un utilizzo misurato delle piattaforme online per rimanere in contatto con amici e parenti, che può apportare ulteriori vantaggi come la facilità di creare un gruppo o instaurare nuovi legami, a quello ‘connossessivo’ che porta sempre più soggetti a vivere online le proprie giornate, mette in pericolo il ruolo fondamentale ricoperto nella vita di tutti noi dalle relazioni interpersonali e dallo scambio diretto del proprio pensiero, quel confronto faccia a faccia che con l’intensificarsi dell’evoluzione tecnologica all’interno della società contemporanea sta diventando merce sempre più rara e preziosa”.

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